venerdì 10 aprile 2015

Antonello Silverini: Follia per sette clan


Delle sette tassonomie psichiatriche, in cui sono divisi i membri dei rispettivi clan che formano la popolazione dell’ex-satellite manicomiale nel sistema di Alfa, Silverini ce ne propone quattro in prima fila. Sono i rappresentanti dei Para, degli Schizo, degli Os e dei Dep, cioè i paranoici, gli schizofrenici, gli ossessivi e i depressi. In una specie di atlante figurato i quattro malati psichici, se ci si sofferma sui loro volti, ricordano gli schedari medici dei manicomi otto/novecenteschi di triste memoria. La faccia piegata in una smorfia, lo sguardo assente, l’espressione vuota. Ma nelle loro figure a mezzo busto, con le camice di forza, strette, serrate, l’immagine ricorda anche il macabro scenario di quelle catacombe coi morti che l‘aria del luogo aveva provveduto a imbalsamare. Un muro di calce e di materiche incrostazioni fa da fondale alla loro ieratica noncuranza per la particolare forma di non-morte o di non-vita, come meglio si vuol definirla, in cui sono costretti. Un’astronave, un ufo li sovrasta; ma potrebbe essere una lampada che li inonda di quella luce spettrale che rende i loro volti così evanescenti e fantasmatici. Restano immacolate e fredde quelle tuniche a cui nessuna luce, per quanto abbagliante, può far scendere di intensità l’orrore della loro terribile funzione. Poco comico, poco parodistico, l’umorismo nell’immaginario che Silverini presta a Dick, è fatto di quel puro e tragico riso che conferisce all’esistenza la capacità di una sempre rinnovata resistenza.

Venerdì 17 aprile: Antonello Silverini Le tre stimmate di Palmer Eldritch 

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