martedì 20 settembre 2016

Divinazione



La divinazione, in particolare nella consultazione del libro dell’ I Ching, è protagonista indiscussa del romanzo L’UOMO DELL’ALTO CASTELLO (LA SVASTICA SUL SOLE) (1961). Quel “libro creato dai saggi della Cina durante un periodo di cinquemila anni, vagliato e perfezionato; quella cosmologia – e quella scienza – superba, codificata prima ancora che l’Europa avesse imparato a fare le divisioni.” In mancanza di questo testo specificatamente divinatorio ci si può arrangiare con una classica Bibbia, come in SENSO INVERSO (1965) “trovò una Bibbia di Gideon, -Potrei leggere questa- disse lei, sedendosi di nuovo. –Formulerò una domanda e poi l’aprirò a caso; si può usare la Bibbia in questo modo. Io lo faccio sempre.- Due sono gli aspetti importanti da sottolineare qui: il primo è quello del caso ; l’apertura a caso di un libro sacro, che sia l’I Ching, la Bibbia o il libro di Specktowsky, come in LABIRINTO DI MORTE (1968) è “un metodo caldamente raccomandato”;  e il secondo è la negazione, il rifiuto a rispondere a domande che l’oracolo o la divinità, come succede in VALIS (1978), ritiene prive di significato. “Sei Valis? – chiesi. Sophia disse: - Sono quello che sono -. Voltandomi verso Eric e Linda, dissi: - Non risponde sempre -. Alcune domande sono prive di significato – disse Linda.” Caso da parte dell’interrogante e capriccio da quello dell’interrogato; il futuro evocato si dispiega ai nostri occhi in un intreccio che ingarbuglia ancor più la già complicata trama del nostro vivere. Ma il mondo di Dick dispone di altri mezzi per scrutare il futuro: una numerosa schiera di precog che incarnando il potere della preveggenza rendono di fatto obsoleti libri e oracoli.

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