Si deve presumere che gli
intellettuali scarseggino di qualità empatiche se il ‘cervello di gallina’
Isidore in MA GLI ANDROIDI SOGNANO LE
PECORE ELETTRICHE? (1966) ha potuto scambiare degli androidi per
intellettuali: “-Voi siete degli
intellettuali- disse Isidore; si sentì di nuovo emozionato per aver capito.
Emozionato e fiero. –Voi pensate in modo astratto e non riuscite a …-
Gesticolò, mentre le parole gli si impigliavano in gola.” Di sicuro gli
intellettuali possono essere molto irritanti, come ha potuto constatare la
protagonista di LA TRASMIGRAZIONE DI
TIMOTHY ARCHER (1981) Angel Archer: “Jeff
scoppiò a ridere. –Sai chi mi ricordi? La strega di Didone ed Enea di Henry
Purcell.- -Cioè?- -‘Che, come il cupo richiamo dei corvi, bussa alle finestre
dei morenti.’ Mi spiace, ma…- -Stupido intellettuale di Berkeley- dissi. –In
che stronzata di mondo vivi? Non nel mio, spero. Citare vecchi versi... È
questo che ci ha fregati. Lo stabiliranno quando scaveranno le nostre ossa. Tuo
padre ha citato la Bibbia al ristorante, esattamente come stai facendo tu.
Dovresti picchiarmi, o io dovrei picchiare te.. Sarò felice quando finirà la
civiltà. Gente che sputa frammenti di libri.-” Ma in fondo il mondo degli
intellettuali non è fatto di altro che di chiacchiere come ben sa Dangerfiled in
orbita intorno alla Terra per il resto della sua vita: “Naturalmente lei si rende conto che sto registrando tutto questo su
nastro; ho intenzione di trasmettere ogni notte le nostre stupide chiacchiere
quando passo sopra New York… da quelle parti impazziscono per questa roba da
intellettuali..” CRONACHE DEL DOPOBOMBA (1963).
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mercoledì 2 novembre 2016
martedì 11 ottobre 2016
Invisibilità
“Disteso,
senza bisogno di parlare, senza bisogno di muoversi. Senza essere costretto a
occuparsi di qualcuno o di qualche problema. E nessuno saprà dove sono, si
disse. Questo gli pareva, inspiegabilmente, molto importante; voleva essere sconosciuto
e invisibile, vivere non visto.” UBIK (1966). Non un vero e proprio desiderio di non esserci, di
perdere presenza, ma piuttosto un esserci senza il pegno della fatica che
questo comporta, del duro lavoro legato al mestiere del vivere. Tutt’altro problema
ha Richard Kongrossian, il pianista psicocinetico di I SIMULACRI (1963) che dichiara al proprio psicoterapeuta: “dottore mi sta succedendo qualcosa di
spaventoso. Sto diventando invisibile. Nessuno può vedermi. Possono soltanto
sentire il mio odore; mi sto trasformando in nient’altro che un odore
repellente!” La diagnosi del dottor Superb sarà di una “crisi del senso d’identità” dovuta allo
sgretolamento della struttura compulsiva-ossessiva con la inevitabile
conseguenza della “comparsa di una psicosi
palese.” E ancora l’invisibilità di un uomo fin troppo visibile, un uomo
dello spettacolo che improvvisamente diventa sconosciuto a tutti. Ma anche in
questa situazione estrema non può non pensarsi come uomo dello spettacolo e
contemporaneamente nello spettacolo, immaginando di presentarsi al pubblico
nella sua nuova situazione: “poteva quasi
sentire la sua voce fuori campo che introduceva il servizio: -Cosa può
succedere a un uomo, un brav’uomo senza precedenti penali, un uomo che un
giorno, all’improvviso, perde tutti i suoi documenti e si trova a
fronteggiare…- Eccetera. Li avrebbe incollati allo schermo, tutte e trenta i
milioni di spettatori. Perché era quello che ognuno di loro temeva. –Un uomo
invisibile- avrebbe proseguito, -eppure un uomo persino troppo appariscente.
Invisibile nella legalità, appariscente nell’illegalità.” SCORRETE LACRIME, DISSE IL POLIZIOTTO (1978).
Ma se c’è un’invisibilità paradossale ed estrema è quella di diventare invisibili
dentro pur rimanendo visibili fuori: “Mentre
parlava, cominciò a scomparire. Lui la guardò andarsene; era stupefacente.
Gloria, nel suo tono pacato, si cancellò dall’esistenza, parola dopo parola.
Era la razionalità al servizio di… be’, pensò, al sevizio del non-essere. La
sua mente si era trasformata in una grande, efficace gomma per cancellare.
Tutto ciò che realmente rimaneva, in quel momento, era il suo guscio; vale a
dire: il suo corpo privo di occupante.” VALIS (1978). Concludiamo questa carrellata
sull’invisibilità con quella più dolorosa, quella di chi sarà perduto proprio
per l’impossibilità di divenire invisibile: “-Sono invisibile- si disse. Era una battuta del ‘Sogno di una notte di
mezza estate’, che aveva rappresentato a scuola. Una battuta di Oberon, e la
parte l’aveva interpretata lui. Dopo di che, nessuno poteva più vederlo. Forse
funzionava anche ora. Forse l’incantesimo funzionava anche nella realtà. Ripeté:
-Sono invisibile.- Ma sapeva che non era vero. Si vedeva ancora le braccia, le
gambe e le scarpe, e sapeva che tutti gli altri, l’uomo del furgone,
soprattutto, e sua madre e suo padre, potevano vederlo. Se guardavano. Era lui
che cercavano questa volta.” LE
PRE-PERSONE racconto (1974).
martedì 4 ottobre 2016
Intelligenza
L’intelligenza è ciò che
caratterizza l’essere umano? Per Philip K. Dick la risposta è affatto negativa
dato che: “qualche grado di intelligenza
si poteva trovare in qualsiasi specie di ordine animale, ‘arachnida’.”
Tanto è vero che “nessun test di
intelligenza avrebbe identificato un droide del genere.1 Ma in fondo i test d’intelligenza erano anni
che non identificavano più un droide, dopo i successi ottenuti con i modelli
primitivi e rozzi degli anni Settanta.” MA GLI ANDROIDI SOGNANO LE PECORE ELETTRICHE? (1966).
L’intelligenza ha un’essenza eminentemente pratica: “è l’essere capaci di riconoscere subito le cose che ci sono
vantaggiose. L’intelligenza deve esserci utile, altrimenti non è vera
intelligenza.” NOI MARZIANI
(1962). Anche se va usata con parsimonia se non vogliamo che ci si ritorca
contro: “Siamo gli ultimi nel nostro
genere… come i dinosauri. Abbiamo portato l’intelligenza fino al livello
massimo a cui può arrivare. Troppo avanti, forse. Siamo arrivati al punto in
cui sappiamo tanto, e pensiamo tanto, che non riusciamo ad agire.” NON SAREMO NOI racconto (1954). In
conclusione la morale della storia è che “la
misura di un uomo non è la sua intelligenza. Non è il livello che può
raggiungere nel sistema dei fenomeni di natura. La misura di un uomo è questa:
con quanta rapidità sa reagire ai bisogni di un’altra persona? E quanto di se
stesso può dare?” NOSTRI AMICI DA
FROLIX 8 (1968-9).
- Il
modello dell’ultima generazione Nexus-6
lunedì 20 ottobre 2014
P. K. Dick: Illusione
Illusione è quella che avvolge la cittadina di Millgate LA CITTA' SOSTITUITA (1953)
modificandone radicalmente l’aspetto e rendendo i suoi abitanti degli spettri
vaganti; un’illusione che risponde ai voleri e ai bisogni di autentiche
divinità come Ahriman e Ormazd. Illusione è quella che costringe Raggle Gumm, TEMPO FUORI DI SESTO (1958) a restare
all’interno di una piccola città costruita solo per lui ma che serve alla
strategia difensiva della Terra nella guerra in atto contro la colonia lunare. Illusioni
sono i mondi creati dall’incidente del bevatrone, un deflattore di fasci
protonici, le cui radiazioni rendono reali gli universi mentali di singole
persone, L'OCCHIO NEL CIELO, (1955).
Illusioni sono i mondi artificiali delle droghe
JJ-180 di ILLUSIONE DI POTERE (1963), CAN-D e ancor di più CHEW-Z di LE TRE STIMMATE DI PALMER ELDRITCH (1964), la sostanza M. di UN OSCURO SCRUTARE (1973). Un illusione
virtuale è quella che costringe i membri di un’astronave in avaria a reiterare
sempre la stessa avventura in un pianeta inesistente, LABIRINTO DI MORTE (1968). E ancora illusioni sono forse gli
androidi di MA GLI ANDROIDI SOGNANO LE PECORE ELETTRICHE' (1964) “Cosa fa
nella vita? Va in giro a sparare alle persone dicendo loro che sono androidi?”;
come la storia dei vinti e dei vincitori in L’UOMO DELL'ALTO CASTELLO (1961);
la pretesa di distinguere tra ragione e sragione in FOLLIA PER 7 CLAN (1963-4); o, in fine, il mondo dei vivi da quello
dei morti, UBIK (1964). Ma non è
tutta l’opera di Dick, in definitiva, che si gioca sul sospetto di vivere all’interno di un’illusione
che non lascia possibilità alcuna di una qualsivoglia realtà, per quanto
piccola e insignificante, che sia realmente certa e data una volta per tutte?
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